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Questo sito è dedicato a tutte le persone che cercano casa o vogliono renderla più accogliente e più bella per se stessi o per le persone che amano. E’ la casa nella quale possiamo incontrarci e chiacchierare, prendendo un caffé o gustando un dolce casalingo, dei nostri progetti e dei mille, svariati, modi possibili di sentirci veramente a casa negli spazi che abitiamo. A volte basta un dettaglio, un oggetto piccolo e apparentemente insignificante, o una diversa disposizione degli oggetti. Altre volte abbiamo bisogno di soluzioni più radicali. E’ possibile trovare ovunque esempi di case e oggetti bellissimi, sul web, sulle riviste, in tv. Ma nessun articolo, nessun programma, nessuna immagine ci mostrerà cosa fa per noi. Io ho imparato col tempo e con un po’ di esperienza.  Ho coltivato l’attenzione per gli oggetti e le case fin da ragazza, quasi segretamente, come in un angolino privato nel quale giocavo a immaginarmi. Studi classici, lettrice incallita, insegnante per un lungo periodo, da diversi anni la mia passione è diventata condivisa, con la mia famiglia per prima, poi con le persone che hanno visitato le mie case e adesso in questo blog nel quale vorrei raccontare le mie esperienze, piccole e grandi, e ascoltare le vostre se vi va.Non sono un architetto, né un designer. La mia esperienza si è formata sul campo, lavorando a case che ho ristrutturato, arredato, modificato, mettendomi alla prova con le mie risorse economiche, con impegno, studiando, informandomi e aggiornandomi continuamente. La mia formazione classica mi aiuta ad avere una visione armonica delle cose e a non dimenticare mai che quando si parla di case non c’è bello senza utile. E l’utile, come il bello, non è solo un concetto astratto e generale, quanto piuttosto un’esigenza individuale e personalissima. Ho sperimentato in prima persona come ogni casa risponda ad una diversa idea di vita e come ogni casa, se è bella e utile, assuma la sua personalità.

Mia nonna usava l’espressione <<sette muri e un tetto>> per definire una riparazione più complicata, lunga e difficile dell’intera realizzazione dell’oggetto stesso che si doveva riparare. L’espressione era comune nella sua piccola comunità, un paesino della provincia di Catania. Ho provato a ritrovare quest’espressione nei modi di dire siciliani, a conoscerne l’origine, ma non ne ho trovato traccia.Non mi resta che  provare a spiegarne il significato.

Una casa, stilizzando al massimo l’idea, è tracciata da quattro muri e un tetto: la casa a capanna che nell’immaginario collettivo rappresenta l’abitazione dell’uomo. Per sostenere un tetto ci vogliono quattro muri. Con otto muri  si fanno due case. Se per reggere il tetto di una casa andata in malora bisogna costruire sette muri vuol dire che riparare, <<ristrutturare>>, equivale quasi a costruire due case anziché una. La domanda sorge spontanea: vale la pena allora impiegare nella ristrutturazione risorse ed energie?

Certo che no se si hanno a disposizione un terreno edificabile, le autorizzazioni necessarie, risorse e tempi adeguati. E suppongo che queste non siano condizioni molto frequenti.

La maggior parte delle persone che cerca casa da acquistare può orientarsi esclusivamente verso un appartamento, soprattutto se lo desidera in zone centrali della città o comunque comode per gli spostamenti necessari della vita quotidiana. Le soluzioni possibili, quindi, sono due: comprare un appartamento ristrutturato o ristrutturarne uno. La prima è la scelta forse più diffusa perché può evitare molte seccature e far risparmiare tempo, spesso non precisamente quantificabile, delle ristrutturazioni, ma non è esente da rischi; la seconda è l’inizio di un’avventura. Io ne ho iniziato diverse che racconterò nei prossimi articoli