Il mio monolocale su <>

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Lo pensi, lo progetti, lo realizzi, ogni centimetro non ha nessun segreto per te, perché su ogni centimetro hai riflettuto. Tuttavia, quando lo vedi stampato su una rivista, con le foto sapienti di Cristina Fiorentini, diventa una sorpresa, ti compiaci, sei grafiticata.

E’ quello che mi succede ogni volta, una soddisfazione che si aggiunge a quella di aver lavorato bene, di aver vinto la sfida coi metri quadri guadagnando funzionalità, spazi vivibili e armonia a dispetto dei piccoli spazi.

Anche questa casa ha già trovato il suo nuovo proprietario, l’effervescenza della giovinezza, delle speranze, dei progetti futuri. Ancora una volta è arrivata la persona per la quale l’avevo immaginata, della quale mi ero prefigurata l’immagine, l’espressione di meraviglia all’ingresso, il desiderio di abitare quel nido, la gioia di realizzare quel desiderio.

E questo, come ogni volta, è stato l’aspetto più emozionante dell’esperienza di entrare in case dimesse e trasformarle in spazi armoniosi.

Monolocale?

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Un giardinetto all’ingresso con le ortensie generose fiorite, l’ingresso del palazzo lucido lucido e, all’ultimo piano, scintillante di luce un appartamentino triste, con la cucinetta scura e una stanzetta sovraccarica di mobilio d’altri tempi. Ho pensato che meritava di meglio con quell’affaccio sulle montagne e sui grattacieli, sul vecchio, sul nuovo e sul nuovissimo. E allora spazio all’immaginazione e ai lavori per farne una casetta luminosa e accogliente, piccola ma confortevole e non farle mancare nulla, ogni cosa al suo posto, uno spazio articolato e funzionale, un angolo per ogni momento della giornata.

La cucina in un cubo multifunzionale che include tutto: cottura, forno, frigo, lavastoviglie

Un tavoletto con le sue sedie trasparenti che si staglia contro la parete rivestita con una carta da parati materica e leggera, nei colori del cielo

Un divano comodo per rilassarsi, leggere o conversare con gli amici

L’armadio articolato, capiente ma leggero, con la trama del lino e uno spazio per tutto

La cameretta come un alcova, delimitata dalle pareti un osb, con grandi oblo come su una nave, il letto invitante che occhieggia alla finestra sui tetti

Il bagno è uno spazio perlaceo, rilassante, luminoso

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Sorride la casetta messa a nuovo e aspetta chi la vivrà e l’amerà. E’ a Milano, nella Dergano in mutamento. Potete conoscerla: settemurieuntetto@gmail.com

La casa che è venuta: l’illuminazione

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Niente faretti! Ci siamo abituati da tempo a pensare all’illuminazione, soprattutto nelle case ristrutturate, con faretti e tagli di luce. Alcune volte suggestivi ed eleganti, molte volte abusati. E non facciamoci l’illusione che così risparmiamo sull’acquisto dei lamadari: l’impianto, soprattutto per i tagli di luci ha un costo non indifferente.

Nel caso di questa casetta la scelta di farne a meno è stata per l’80% di tipo estetico. In un piccolo spazio il gioco di luci diffuse e luci puntuali può avere un ruolo importante, e poi c’era il piacere di sceglierle come oggetti.

Per illuminare dall’alto sono state scelte tre tipologie di plafoniere e due sospensioni.

Due delle plafoniere, quadrate con gli angoli smussati, più grandi, a luce neutra, sono state montate per illuminare la zona dell’ingresso e la cucina.

Sono interamente bianche, molto luminose. da spente quasi non si vedono, da accese si vedono solo come origine della luce.

Bassissimo consumo perchè hanno un led integrato, di buona marca, Philips, costo contenuto, acquistate da Amazon

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Il piano della cucina è illuminato da striscie led touch e graduabili integrate nei mobili

Per il disimpegno, la lavanderia e lo sgabuzzino sono state scelte plafoniere tonde, sempre con led integrato, dallo spessore minimo, solo 13mm. e ad un costo davvero invitante. Penserete che con un costo così non possono essere buone. E invece no, lo usate diverse volte con un’ottima riuscita sia per la durata che per la quantità di luce prodotta.

Per il bagno una plafoniera centrale specifica per ambienti umidi ( perché con la sicurezza non si scherza) e applique per lo specchio Ikea

Le due sospensioni, quella sul tavolo da pranzo e l’altra per la camera da letto, sono state scelte tra i prodotti di due aziende design e acquistate ad un costo competitivo da Dalani Westing. La lampada della camera da letto è Mali-P della Faro lights, quella sul tavolo è Momo di Sottoluce.

Anche le lampade da tavolo rispondono ad esigenze specifiche e realizzano desideri.

Sulla scrivania la lampada di TaoTronics con braccio mobile e rotabile ha anche una presa usb per caricare comodamente il telefono e tre tipologie di flusso luminoso – intenso, rilassante a luce calda e minimo. Anch’essa acquistata da Amazon

Sul tavolino accanto al divano una piccola abatjour con la base color oro ispirata alla celebre FLos Lampadina, ma acquistata da Habitat Milano poco più di 30 euro. Invece sui comodini una coppia della celebre Dalù di Artemide

La casa è ormai animata giovane e vivace come chi la abita. E a me non resta che cercare una nuova avventura.

 

 

 

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