Monolocale?

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Un giardinetto all’ingresso con le ortensie generose fiorite, l’ingresso del palazzo lucido lucido e, all’ultimo piano, scintillante di luce un appartamentino triste, con la cucinetta scura e una stanzetta sovraccarica di mobilio d’altri tempi. Ho pensato che meritava di meglio con quell’affaccio sulle montagne e sui grattacieli, sul vecchio, sul nuovo e sul nuovissimo. E allora spazio all’immaginazione e ai lavori per farne una casetta luminosa e accogliente, piccola ma confortevole e non farle mancare nulla, ogni cosa al suo posto, uno spazio articolato e funzionale, un angolo per ogni momento della giornata.

La cucina in un cubo multifunzionale che include tutto: cottura, forno, frigo, lavastoviglie

Un tavoletto con le sue sedie trasparenti che si staglia contro la parete rivestita con una carta da parati materica e leggera, nei colori del cielo

Un divano comodo per rilassarsi, leggere o conversare con gli amici

L’armadio articolato, capiente ma leggero, con la trama del lino e uno spazio per tutto

La cameretta come un alcova, delimitata dalle pareti un osb, con grandi oblo come su una nave, il letto invitante che occhieggia alla finestra sui tetti

Il bagno è uno spazio perlaceo, rilassante, luminoso

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Sorride la casetta messa a nuovo e aspetta chi la vivrà e l’amerà. E’ a Milano, nella Dergano in mutamento. Potete conoscerla: settemurieuntetto@gmail.com


Non c’è casa senza tradizione

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Pasqua è passata e si torna alle attività quotidiane. Ma colori e sapori della tradizione restano nell’anima della casa, probabilmente ci fanno ricordare ciò che vogliamo veramente, al di là delle tendenze, della moda, di ciò che fa trend. Naturalmente penso che le tendenze e le soluzioni stilistiche siano importanti per l’evoluzione, la bellezza e il confort delle case. Solo che casa è casa per quel che di noi lascia traccia.

 


Cominciare da zero: la ricerca della casa

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Cercare casa è un lavoro. Scorrere gli annunci sui siti immobiliari, salvare quelli che sembrano interessanti, telefonare, prendere appuntamento a orari per noi praticabili. Il tempo non basta mai e può essere anche molto stressante. Spesso si ha la sensazione di fare buchi nell’acqua, di non arrivare mai ad una soluzione accettabile e di non riuscire ad avere risorse di energia e di denaro sufficiente.

La prima volta che mi sono imbarcata in quest’esperienza ho impiegato ben due anni intensivi a cercare casa in una zona e ho finito per comprarla in un’altra, quando stavo per rinunciare. Conosco bene le difficoltà. Ma non bisogna scoraggiarsi. Ho imparato a seguire un percorso che negli anni si è dimostrato efficace..

Dimentichiamo l’illusione dell'<<affare>>, che nel 98% dei casi non lo è veramente, e cerchiamo di definire cosa vogliamo e cosa ci serve. Le due cose non sempre vanno d’accordo. Non credo ci sia qualcuno che non vorrebbe una casa bellissima, molto spaziosa, panoramica e in una zona elegante e prestigiosa.

Naturalmente, se possiamo permettercela non c’è analisi che tenga, ma se dobbiamo fare i conti con precise risorse e  cominciare da zero, avere chiare le esigenze e i costi reali che dovremo affrontare, anche dopo l’acquisto, diventa essenziale. Ragioniamo per metri quadri e non per vani e non fidiamoci del tutto dei metri quadri indicati negli annunci, meglio andare muniti di metro.

Quindi, definiti gli spazi che ci servono, decidiamo cosa escludere. A molte persone, per esempio non piace abitare al piano terra o al piano rialzato. Ma se si trovasse un piano terra con un piccolo giardino lo escluderemmo lo stesso? Bisogna visualizzare gli spazi necessari per le nostre abitudini e per le nostre esigenze. Per esempio, se non mi piace cucinare e preparo solo i piatti per sopravvivere non ho bisogno di uno spazio grande per la cucina. Se ho molti libri avrò bisogno di molte librerie e non necessariamente di una biblioteca. Se sono irresistibilmente attratta dallo shopping e ho molti abiti dovrò considerare  armadi capienti non necessariamente tutti in camera da letto. Le soluzioni oggi possibili sono molteplici e quasi tutte realizzabili senza enormi difficoltà.

Decidiamo in che zona cercare e aggiungiamone almeno una alternativa. Non è detto che le due zone debbano essere vicine. Nelle grandi città possono essere vicine anche aree molto diverse tra loro, sia per tipologia che per pregio e sicurezza. Piuttosto sarà importante la dotazione di collegamenti con i luoghi che frequentiamo quotidianamente: il  lavoro, la scuola dei figli… Ci sono zone che, anche se non centralissime e <<nobili>>, offrono servizi eccellenti e una qualità del quotidiano indiscutibile.

Ricordiamo quello che non possiamo cambiare, che non dipende dalla nostra volontà e che resterebbe immutato anche se rivestissimo d’oro il nostro appartamento: esposizione, piano, condizioni generali del palazzo, presenza nelle immediate vicinanze di esercizi commerciali che possono arrecare disturbo o nuocere alla sicurezza e alla tranquillità.

Cominciamo la ricerca.

Affidarsi esclusivamente ad un agente immobiliare non è certo né la soluzione più rapida, né la più conveniente. Non tanto perché sia facile comprare da un privato risparmiando tra il 3 e il 4% sul prezzo di acquisto (a me è capitato solo una volta), quanto perchè vengono proposti o gli immobili affidati a quell’agente (quindi una piccola fetta del mercato complessivo) o altri che i proprietari consentono alle agenzie di commercializzare ma senza affidarglieli, il che comporta spesso inesattezze incredibili, difficoltà a prendere visione dei documenti e, ahimé, aggravio di costo. Meglio cercare ad ampio raggio e senza accordi vincolanti.

Vi siete già scoraggiati? Niente paura: basta organizzarsi e avere un pizzico di fortuna.

Attiviamo le allerte dei grossi siti ( Immobiliare, Idealista..) definendo le zone e il budget. Arriveranno costantemente messaggi di allerta, ma è meglio che scorrere continuamente tutte le pagine. Decidiamo i giorni e le fasce orarie per le visite con un minimo di elasticità ( non vi preoccupate, quando si tratta di vendere gli agenti si adatteranno). Se qualcuno vi propone un appartamento e vi dice che deve concordare l’orario col proprietario,vuol dire che non ha l’esclusiva alla vendita, il che significa che non ce l’ha nessun altro. State molto attenti: la fregatura può essere in agguato.

Se un immobile vi piace, ed è per le vostre tasche, fate un’offerta subito ma non lasciate mai caparra senza aver visto i documenti della casa (rogito di provenienza, planimetria catastale e conformità edilizia che non è l’abitabilità). Se quello che vedete non corrisponde alla planimetria catastale fate molta attenzione: vi potreste trovare a sanare abusi degli altri nella migliore delle ipotesi.

Buona fortuna!

 

 


Attenti ai sogni!

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I sogni sono la parte più impegnativa della vita. Sono desideri cristallizzati. Allenti l’attenzione, senti una mancanza alla completezza di un momento felice e fai l’errore di cercare un nome a questa sensazione, esprimi un desiderio ed è fatta: hai formulato un sogno. Da quel momento ne sei prigioniera. E’ così anche con il desiderio di una casa. Ed è così che è avvenuto una mite mattina di settembre tanti anni fa, sorseggiando un succo di frutta al tavolino di un bar a Firenze: “Oh come sarebbe bello avere qui una finestrella!”

Anche adesso che sto imparando a tenere a bada i desideri (perché a volte sono pericolosamente dispendiosi e gli effetti finiscono per rivelarsi deludenti), guardo ancora  gli abbaini in tutte le città che hanno case con le soffitte. Le soffitte sono il mondo poetico della poesia, del sacrificio compensato dalla bellezza. In Sicilia non ci sono soffitte ci sono solo tetti morti. Il tetto morto non ha finestre, non è il rifugio dei bambini e dei sognatori: è solo il regno dei topi e degli oggetti dismessi che non si ha il coraggio di chiamare rifiuti.

 

Fatto sta che quel desiderio divenne, anni dopo, realtà e io ebbi la mia finestrella a Firenze: in una casa-torre (ovviamente senza ascensore) due stanzette fatiscenti e una latrina, uno scorcio d’Arno e tanto lavoro da fare. L’agente immobiliare che mi aveva condotto a vederla me la sconsigliò, ma io avevo un sogno da realizzare e non volli sentire ragioni: doveva essere quella.

Il tetto cascava a pezzi e dovemmo sostituire le travi. La cosa più comoda sarebbe stato farle salire in casa dall’esterno, ma la stradina sulla quale si affacciava la finestra era più stretta della lunghezza delle travi. Bisognò demolire un pezzo di parete della scala, con buona pace del condominio, e poi, ovviamente riparare. Tutto il palazzo era sottoposto a vincolo storico e quindi bisognò chiedere anche l’autorizzazione della Soprintendenza, poi del Genio Civile per i calcoli statici. Il budget iniziale saltava e noi la prendevamo allegramente. La situazione alla fine era tragicomica ma il sogno fu realizzato.

Utilizzammo una pavimentazione di rovere, lasciammo le travi a vista e dipingemmo le pareti di bianco. Per arredare quelle due stanzette ricorremmo all’Ikea che nel lontano 2002 aveva appena aperto a Firenze.

Alcuni dei mobili che vedete nelle foto sono ancora prodotti come il tavolo SALMI, e il letto MALM, altri non si trovano più da molto tempo, ed è un peccato perché il mobile in noce che vedete in questa foto e il divano letto rosso erano davvero di buona qualità e  di buon impatto estetico.

Il risultato alla fine fu più che gradevole e ci passammo periodi molto felici.

Parecchi anni dopo questa casa non mi rispecchiava più né rispondeva alle mie esigenze ed è stata venduta: anche i sogni non sono per sempre. La ricordo con affetto, anche con un po’ di nostalgia e da questa casa ho imparato tante cose: valutare bene le difficoltà, mettere sul piatto della bilancia pregi e difetti,  stare attenti alle spese.

Ma anche che a tutti i problemi c’è una soluzione e che si può arredare con buon gusto anche senza spendere una fortuna.

Vi assicuro che ne ho fatto tesoro.


Sette muri e un tetto

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Mia nonna usava l’espressione <<sette muri e un tetto>> per definire una riparazione più complicata, lunga e difficile dell’intera realizzazione dell’oggetto stesso che si doveva riparare. L’espressione era comune nella sua piccola comunità, un paesino della provincia di Catania. Ho provato a ritrovare quest’espressione nei modi di dire siciliani, a conoscerne l’origine, ma non ne ho trovato traccia.Non mi resta che  provare a spiegarne il significato.

Una casa, stilizzando al massimo l’idea, è tracciata da quattro muri e un tetto: la casa a capanna che nell’immaginario collettivo rappresenta l’abitazione dell’uomo. Per sostenere un tetto ci vogliono quattro muri. Con otto muri  si fanno due case. Se per reggere il tetto di una casa andata in malora bisogna costruire sette muri vuol dire che riparare, <<ristrutturare>>, equivale quasi a costruire due case anziché una. La domanda sorge spontanea: vale la pena allora impiegare nella ristrutturazione risorse ed energie?

Certo che no se si hanno a disposizione un terreno edificabile, le autorizzazioni necessarie, risorse e tempi adeguati. E suppongo che queste non siano condizioni molto frequenti.

La maggior parte delle persone che cerca casa da acquistare può orientarsi esclusivamente verso un appartamento, soprattutto se lo desidera in zone centrali della città o comunque comode per gli spostamenti necessari della vita quotidiana. Le soluzioni possibili, quindi, sono due: comprare un appartamento ristrutturato o ristrutturarne uno. La prima è la scelta forse più diffusa perché può evitare molte seccature e far risparmiare tempo, spesso non precisamente quantificabile, delle ristrutturazioni, ma non è esente da rischi; la seconda è l’inizio di un’avventura. Io ne ho iniziato diverse che racconterò nei prossimi articoli

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