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Le scatole non sono solo involucri per qualcos’altro. Posso essere belle o brutte, leziose o severe.  Si intonano a quello che contengono o sono belle o brutte in sé. Le case, piccole o grandi sono le scatole della nostra vita. In che scatola vorremmo stare?

Eccola la mia scatoletta, pensata e realizzata per una studentessa che vive a Milano da sola per frequentare l’Università.

Pareti candide come la neve in attesa di essere riempite, un parquet mielato di rovere naturale, assi lunghe resistenti all’acqua, vernice atossica ed ecologica. Hanno fatto un bel viaggio: vengono dalla Svezia.

Una sola parete, quella del soggiorno tagliata dal passaggio verso il disimpegno, si colora con un grande disegno di Inkiostro Bianco: volumi e forme geometriche, i colori della terra e del cielo che giocano insieme.

Da un lato del soggiorno, largo 3,5 metri e lungo 5,15 metri, si accedeva prima della ristrutturazione ad un bagno piccolissimo che è diventato una nicchia profonda 140 cm e lunga 187 cm.   In questo piccolo spazio mi era subito smembrato perfetto per la cucina.  Nessuno pensava che ci sarebbe entrata e tutti scommettevano che avrei dovuto restituire i mobili che avevo comprato. Quando sono arrivati i mobili imballati ho temuto anch’io.

E invece:

Un disimpegno lungo 2 metri porta alla camera.  In questo corto corridoio si aprono il bagno, una lavanderia e un piccolo ripostiglio. Le ante della lavanderia e del ripostiglio sono a specchio.

Questi spazi sono stati ricavati tagliandoli dalla seconda stanza che era larga 4 metri e lunga 5,10.

Anche il bagno bianco ad eccezione della parete di fondo della doccia di 140 cm, dove trionfa il colore

Anche nella camera di 12 mq, è stata ricavata una nicchia. Come aspetta di essere utilizzata?

Dai prossimi articoli vi racconterò il resto