Loading Likes...

Trovare qualcuno che non abbia neppure uno scaffaletto Ikea a casa è come cercare un ago in un pagliaio. Bene o male, per necessità o per scelta, si finisce, almeno una volta nella vita, per andare all’Ikea. E se si va, se non altro per giustificare il viaggio, almeno una sciocchezza si compra. Salvo che poi, proprio per la loro grande diffusione, perché si ritrovano uguali in tutte le case, perché sono costati poco e ci vengono a noia, finiamo per considerarli un peso, mobili e oggetti ai quali ci rassegniamo e che tolleriamo di malgrado. Eppure, spesso, ci hanno risolto qualche problema.

Quello che ci infastidisce è il pensare di avere un soggiorno, una camera, un ambiente uguale a tanti altri nel mondo. Vorremmo che assumessero la nostra personalità, che ci rispecchiassero. In fondo è la nostra impronta che ci fa sentire a casa.

Ma anche ai mobili Ikea più in uso, come i moduli Besta, o la libreria Billy, si può dare un’impronta personale che va oltre la scelta di abbinamenti di colore e misure che il catalogo della famosa ditta svedese consente.

Nell’immagine una composizione base di Besta scelta con le ante in vetro, in questo caso usate come cornici per delle foto sviluppate nella stessa misura dell’interno delle ante.

Il semplice, eterno Expedit, che ora si chiama Kallax, può diventare giallo e avere box intessuti con le lettere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le ante della cucina possono essere rivestite con nastro adesivo colorato resistente all’umidità

Il tavolino Frosta si pavoneggia nei colori pastello

La cassettiera in metallo fa da base per un scrivania con piano in sughero

Infinite altre possibilità si aprono alla fantasia.

E se volete approfondire si suggerisco un articolo su <<Grazia>>

IKEA Hacking: 20 idee per personalizzare i tuoi mobili preferiti