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Coloratissime, rettangolari, quadrate o rotonde, in 3D, miniature, anche un po’ kitsch, lo confesso: le adoro.

Non riesco a tornare a casa da nessun luogo che mi capita di visitare senza portare a casa una calamita. Le posiziono ordinatamente sulla porta del congelatore, le organizzo per tema in un gioco di composizione che mette insieme ricordi, sensazioni, frammenti di vita.

Le compro alle mostre, nei negozi di souvenir, nei musei. Qualcuna è un regalo che porta i ricordi di qualcun altro o l’affetto di chi, in viaggio, ha pensato a me e alla mia collezione. E’ un piccolo mondo che si stratifica da anni, ma anche un sistema di decorazione da non sottovalutare per i colori, e il calore, che erompono con allegria .

Sono piccoli oggetti quasi magici, poco impegnativi, che possiamo comporre e ricomporre come vogliamo, senza alcun vincolo, se non quelli della superficie e della fantasia.

A volte sono luminosi come pietre traslucide

A volte teneroni e romantici

La porta del frigo è un classico supporto, ma si possono anche disporre lavagnette, d’appoggio o a parete, dove ci va. E quando non ci va più spostarle o ricomporle.

Ne esistono in commercio di misure e colori diversi

Hanno costi contenuti e si possono trovare anche su Amazon

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anche fogli magnetici da incollare a pareti o mobili come questi:

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Si possono trovare soluzioni più sofisticate e un po’ più impegnative: pannelli anche di dimensioni grandi che reggono mensole, oggetti, portavasi e piantine, come quelli di Kalamitica

 

E, allora, se vi va di provare a comiciare la vostra collezione o di raccogliere da qualche cassetto le vostre calamite abbandonate, buon divertimento!