Archives Marzo 2018

Cominciare da zero: la ricerca della casa

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Cercare casa è un lavoro. Scorrere gli annunci sui siti immobiliari, salvare quelli che sembrano interessanti, telefonare, prendere appuntamento a orari per noi praticabili. Il tempo non basta mai e può essere anche molto stressante. Spesso si ha la sensazione di fare buchi nell’acqua, di non arrivare mai ad una soluzione accettabile e di non riuscire ad avere risorse di energia e di denaro sufficiente.

La prima volta che mi sono imbarcata in quest’esperienza ho impiegato ben due anni intensivi a cercare casa in una zona e ho finito per comprarla in un’altra, quando stavo per rinunciare. Conosco bene le difficoltà. Ma non bisogna scoraggiarsi. Ho imparato a seguire un percorso che negli anni si è dimostrato efficace..

Dimentichiamo l’illusione dell'<<affare>>, che nel 98% dei casi non lo è veramente, e cerchiamo di definire cosa vogliamo e cosa ci serve. Le due cose non sempre vanno d’accordo. Non credo ci sia qualcuno che non vorrebbe una casa bellissima, molto spaziosa, panoramica e in una zona elegante e prestigiosa.

Naturalmente, se possiamo permettercela non c’è analisi che tenga, ma se dobbiamo fare i conti con precise risorse e  cominciare da zero, avere chiare le esigenze e i costi reali che dovremo affrontare, anche dopo l’acquisto, diventa essenziale. Ragioniamo per metri quadri e non per vani e non fidiamoci del tutto dei metri quadri indicati negli annunci, meglio andare muniti di metro.

Quindi, definiti gli spazi che ci servono, decidiamo cosa escludere. A molte persone, per esempio non piace abitare al piano terra o al piano rialzato. Ma se si trovasse un piano terra con un piccolo giardino lo escluderemmo lo stesso? Bisogna visualizzare gli spazi necessari per le nostre abitudini e per le nostre esigenze. Per esempio, se non mi piace cucinare e preparo solo i piatti per sopravvivere non ho bisogno di uno spazio grande per la cucina. Se ho molti libri avrò bisogno di molte librerie e non necessariamente di una biblioteca. Se sono irresistibilmente attratta dallo shopping e ho molti abiti dovrò considerare  armadi capienti non necessariamente tutti in camera da letto. Le soluzioni oggi possibili sono molteplici e quasi tutte realizzabili senza enormi difficoltà.

Decidiamo in che zona cercare e aggiungiamone almeno una alternativa. Non è detto che le due zone debbano essere vicine. Nelle grandi città possono essere vicine anche aree molto diverse tra loro, sia per tipologia che per pregio e sicurezza. Piuttosto sarà importante la dotazione di collegamenti con i luoghi che frequentiamo quotidianamente: il  lavoro, la scuola dei figli… Ci sono zone che, anche se non centralissime e <<nobili>>, offrono servizi eccellenti e una qualità del quotidiano indiscutibile.

Ricordiamo quello che non possiamo cambiare, che non dipende dalla nostra volontà e che resterebbe immutato anche se rivestissimo d’oro il nostro appartamento: esposizione, piano, condizioni generali del palazzo, presenza nelle immediate vicinanze di esercizi commerciali che possono arrecare disturbo o nuocere alla sicurezza e alla tranquillità.

Cominciamo la ricerca.

Affidarsi esclusivamente ad un agente immobiliare non è certo né la soluzione più rapida, né la più conveniente. Non tanto perché sia facile comprare da un privato risparmiando tra il 3 e il 4% sul prezzo di acquisto (a me è capitato solo una volta), quanto perchè vengono proposti o gli immobili affidati a quell’agente (quindi una piccola fetta del mercato complessivo) o altri che i proprietari consentono alle agenzie di commercializzare ma senza affidarglieli, il che comporta spesso inesattezze incredibili, difficoltà a prendere visione dei documenti e, ahimé, aggravio di costo. Meglio cercare ad ampio raggio e senza accordi vincolanti.

Vi siete già scoraggiati? Niente paura: basta organizzarsi e avere un pizzico di fortuna.

Attiviamo le allerte dei grossi siti ( Immobiliare, Idealista..) definendo le zone e il budget. Arriveranno costantemente messaggi di allerta, ma è meglio che scorrere continuamente tutte le pagine. Decidiamo i giorni e le fasce orarie per le visite con un minimo di elasticità ( non vi preoccupate, quando si tratta di vendere gli agenti si adatteranno). Se qualcuno vi propone un appartamento e vi dice che deve concordare l’orario col proprietario,vuol dire che non ha l’esclusiva alla vendita, il che significa che non ce l’ha nessun altro. State molto attenti: la fregatura può essere in agguato.

Se un immobile vi piace, ed è per le vostre tasche, fate un’offerta subito ma non lasciate mai caparra senza aver visto i documenti della casa (rogito di provenienza, planimetria catastale e conformità edilizia che non è l’abitabilità). Se quello che vedete non corrisponde alla planimetria catastale fate molta attenzione: vi potreste trovare a sanare abusi degli altri nella migliore delle ipotesi.

Buona fortuna!

 

 


Non chiamatelo cucinino

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Le cucine come spazio aperto verso il soggiorno sono  ormai frequentemente una scelta che esula dalla necessità imposta dagli spazi contenuti ed esprime una forma nuova di convivialità. Per questa ragione quando negli appartamenti più piccoli non c’è lo spazio per una cucina separata la questione non è più sentita come un grosso sacrificio. Piuttosto si tende ad esaltare lo spazio dedicato alla cucina, ma non sempre questa scelta si rivela funzionale. Se non si ha l’abitudine ( e la passione) di preparare manicaretti è solo inutile, oltre che dispendioso, progettare cucine che rubano spazio utile ad altro. Ma non usiamo, perpiacere, il diminutivo cucinino. Suona riduttivo e mortificante mentre anche in spazi piccolissimi è possibile realizzare cucine aggraziate e funzionali, e parlo per esperienza. Basta fare delle scelte di fondo e non solo estetiche. Partiamo, allora,  dalle funzioni necessarie, da ciò che non può assolutamente mancare: piano cottura, forno, frigo, lavabo e io aggiungo sempre la lavastoviglie perché lavare i piatti non è piacevole per nessuno. Ci vuole un minimo di piano d’appoggio e di spazio per la conservazione di stoviglie, utensili, provviste. Come superficie lineare abbiamo un minimo di 2 metri e 40 cm, con una profondità minima di 62 cm, e non sempre, in case piccole, abbiamo a disposizione  2 metri e 40 su un’unica parete. Ma le soluzioni possibili sono diverse.

Partiamo dalla disposizione su un’unica parete.    L’ambiente della foto è una stanza di  m.4,70 x 3,90 che doveva contenere anche il tavolo da pranzo e un divano letto. Per la cucina avevamo a disposizione  270 cm.

  Qui in sequenza abbiamo il frigo, una cassettiera da 45 cm, il piano cottura a induzione sul forno, la lavastoviglie da 45 cm e una base lavello da 60 cm. Per conservare i pensili e un comodo spazio sopra il frigorifero nascosto dall’unica anta alta. La cucina è Metod di Ikea  con finitura lucido crema e con piano in rovere massello. Lo spazio tra piano di lavoro e pensili è rivestito con alluminio spazzolato, pratico, facile da pulire e di bell’effetto.

 

 

 

 

Il tavolo da pranzo in rovere e allungabile è posto di fronte insieme alle quattro sedie in rovere e pvc di Maison du monde.

L’aspetto complessivo dell’ambiente è risultato risultato questo:

Che effetto fa la stessa cucina in assetto angolare e con un po’ di spazio in più?

In questo caso avevamo un angolo di  180 x 240cm. Ci sono solo due pensili ma lo spazio è compensato dall’angolo basso con attrezzatura estraibile, mentre il frigo è stato scelto a libera istallazione e sta nella parete di fronte.

Sempre Metod ad angolo in finitura grigio lucido e bianco:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In quest’altra minicasa il soggiorno ha una pianta ad L. Si decise di utilizzare per la cucina un angolo 180 x 125 cm. Uno spazio veramente esiguo, quasi un’impresa impossibile. Ma, creando una piccola penisola e usando un microonde multifunzioni inserito in un pensile, si ottenne una cucina completa e abbastanza comoda.

Una nicchia con la fortuna di una finestra sul lato più corto (solo 110 cm) e il lato parallelo di 165 cm., comunicante con il soggiorno lungo e stretto; budget limitato e desiderio di tutti i confort. Irrealizzabile? No, lavorare di fantasia ed ecco il risultato:

La colonna frigo nasconde la vista del lavello dal soggiorno;

doppio pensile a ribalta su lavabo e lavastoviglie. porta bottiglie nei 10 cm residui tra pensile e parete di fianco (giocare solo con i multipli di 30 e 40 non è semplice); sotto la finestra area cottura e cassettiera.

Per finire una nicchia di 167 cm. con profondità 62 cm.

Stavolta la cucina è Composit in laminato effetto cemento color tortora. Anche l’alzata tra base e pensili è dello stesso materiale a creare l’effetto monoblocco. Cottura e lavaggio stanno nella nicchia.

 

 

Piano cottua electrolux, forno Beko, lavastoviglie da 45 cm, vasca da 50 cm.

Nella parete perpendicolare, di fronte ad divano, mensole con spazio per la tv, frigo e dispensa mimetizzati in due contenitori alti. Costi un po’ meno minimalisti ma finiture ed effetto più sofisticati.

Per piacere, non chiamatelo cucinino!

 

 


Sta arrivando la Pasqua

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Ci sono 2 costanti nella mia Pasqua: le lenticchie e i colori. Bastano un po’ di cotone idrofilo e un pizzico di fantasia. Comincio a pensarci a un mesetto del giorno di Pasqua e intanto spargo le lenticchie sul cotone inzuppato. Decido la forma che avrà il mio campo di erbette e attendo. A volte preparo un vassoietto rettangolare, a volte rotondo.

Spesso uso stoviglie usa e getta per godermi anch’io il dopo pranzo, ma le scelgo con cura e perfettamente in tono con il tovagliato che ho deciso di usare.

E, naturalmente, anche i piatti che preparo sono in tono

Casa è anche questo.

 


Attenti ai sogni!

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I sogni sono la parte più impegnativa della vita. Sono desideri cristallizzati. Allenti l’attenzione, senti una mancanza alla completezza di un momento felice e fai l’errore di cercare un nome a questa sensazione, esprimi un desiderio ed è fatta: hai formulato un sogno. Da quel momento ne sei prigioniera. E’ così anche con il desiderio di una casa. Ed è così che è avvenuto una mite mattina di settembre tanti anni fa, sorseggiando un succo di frutta al tavolino di un bar a Firenze: “Oh come sarebbe bello avere qui una finestrella!”

Anche adesso che sto imparando a tenere a bada i desideri (perché a volte sono pericolosamente dispendiosi e gli effetti finiscono per rivelarsi deludenti), guardo ancora  gli abbaini in tutte le città che hanno case con le soffitte. Le soffitte sono il mondo poetico della poesia, del sacrificio compensato dalla bellezza. In Sicilia non ci sono soffitte ci sono solo tetti morti. Il tetto morto non ha finestre, non è il rifugio dei bambini e dei sognatori: è solo il regno dei topi e degli oggetti dismessi che non si ha il coraggio di chiamare rifiuti.

 

Fatto sta che quel desiderio divenne, anni dopo, realtà e io ebbi la mia finestrella a Firenze: in una casa-torre (ovviamente senza ascensore) due stanzette fatiscenti e una latrina, uno scorcio d’Arno e tanto lavoro da fare. L’agente immobiliare che mi aveva condotto a vederla me la sconsigliò, ma io avevo un sogno da realizzare e non volli sentire ragioni: doveva essere quella.

Il tetto cascava a pezzi e dovemmo sostituire le travi. La cosa più comoda sarebbe stato farle salire in casa dall’esterno, ma la stradina sulla quale si affacciava la finestra era più stretta della lunghezza delle travi. Bisognò demolire un pezzo di parete della scala, con buona pace del condominio, e poi, ovviamente riparare. Tutto il palazzo era sottoposto a vincolo storico e quindi bisognò chiedere anche l’autorizzazione della Soprintendenza, poi del Genio Civile per i calcoli statici. Il budget iniziale saltava e noi la prendevamo allegramente. La situazione alla fine era tragicomica ma il sogno fu realizzato.

Utilizzammo una pavimentazione di rovere, lasciammo le travi a vista e dipingemmo le pareti di bianco. Per arredare quelle due stanzette ricorremmo all’Ikea che nel lontano 2002 aveva appena aperto a Firenze.

Alcuni dei mobili che vedete nelle foto sono ancora prodotti come il tavolo SALMI, e il letto MALM, altri non si trovano più da molto tempo, ed è un peccato perché il mobile in noce che vedete in questa foto e il divano letto rosso erano davvero di buona qualità e  di buon impatto estetico.

Il risultato alla fine fu più che gradevole e ci passammo periodi molto felici.

Parecchi anni dopo questa casa non mi rispecchiava più né rispondeva alle mie esigenze ed è stata venduta: anche i sogni non sono per sempre. La ricordo con affetto, anche con un po’ di nostalgia e da questa casa ho imparato tante cose: valutare bene le difficoltà, mettere sul piatto della bilancia pregi e difetti,  stare attenti alle spese.

Ma anche che a tutti i problemi c’è una soluzione e che si può arredare con buon gusto anche senza spendere una fortuna.

Vi assicuro che ne ho fatto tesoro.


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